BATMAN BEGINS – 15 ANNI E NON SENTIRLI

BATMAN BEGINS – 15 ANNI E NON SENTIRLI

Sono passati esattemente 15 anni da quando il primo capitolo della trilogia di NOLAN è approdato nelle sale italiane, e sono 15 anni che il mondo dei Cine-comics cambio radicalmente!

Con il suo Batman Begins, Nolan, che già godeva di buona fama alla casa di produzione con film come Memento e Insomnia, ebbe il coraggio di fare quello che nessuno aveva mai fatto prima: dare al Cavaliere Oscuro e in generale alla figura del supereroe un tono (neo)realistico, dark e drammatico rispetto al camp televisivo della serie anni ‘60, al gotico-grottesco dei film di Tim Burton e alla leggerezza di quelli di Joel Schumacher. Non solo: si trattava anche di far ripartire l’Uomo Pipistrello da zero, raccontando la sua origin story, forse uno dei primi momenti in cui si iniziò a usare con maggiore enfasi e tecnicismo il termine “reboot”.

Batman Begins ha infatti sdoganato il termine cinecomic, fino a quel momento usato come accezione negativa a indicare un film di serie B, e indissolubilmente legata al genere, rendendo il film di più ampio respiro, un racconto drammatico a tutti gli effetti. Non più un “contentino” per nerd incalliti ma uno spaccato socio-economico-politico della società americana post 11 settembre, che giungerà al culmine con il sequel Il cavaliere oscuro (2008), e la cui trilogia si completerà con Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012).

Nel 2005 Batman Begins, nonostante le ombre e i fumi di una città inospitale come Gotham City, ha iniziato a segnare la strada per una nuova concezione del cinecomic, matura e priva dello smaccato piacere ludico dei film Marvel. Perché, al contrario dell’universo cinematografico della Casa delle Idee, aperto e ipertestuale, la trilogia di Nolan è un racconto a sé stante che non ammette intrusioni e interferenze, solido e compatto nel suo voler delineare una traiettoria personale dell’uomo dentro l’eroe e dell’icona che, invece, ne è la sua estensione pubblica.

Sul filo tra l’intimo e il sociale, il dentro e il fuori, il volto spigoloso di Christian Bale è stato il palcoscenico ideale per mettere in scena la paura e il tormento alla base della motivazione di Batman, un personaggio che Nolan ha reso scalfibile e per questo ancora più vicino allo spettatore. Il suo Uomo Pipistrello ci ha tenuto a far pensare prima che a intrattenere, a scavare nelle debolezze piuttosto che lanciare divertimento tridimensionale sul pubblico. A dieci anni di distanza, quel bat-segnale luminoso si distingue ancora dal resto dei film ispirati ai fumetti e brilla sempre negli occhi di tutti noi. Adesso, ci chiede di tornare ancora sui tetti di Gotham, a guardare dalla giusta distanza i dieci motivi che hanno reso il Batman di Nolan un fenomeno cinematografico unico.

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